Il processo alle Masche di Levone (1474–1475)
Nel 1474 Levone, piccolo borgo del Canavese, attraversa un periodo di paura e crisi: mortalità infantile altissima (tra le vittime anche due figli del podestà Bartolomeo Pasquale) carestie ed epidemie che decimano il bestiame. La comunità, in cerca di colpevoli, individua quattro donne: Antonia De Alberto, Francesca Viglone, Bonaveria Viglone e Margarota Braya, arrestate nell’agosto di quell’anno e condotte al castello dei conti di Rivara.
Qui si insedia il Tribunale della Santa Inquisizione, presieduto dal frate domenicano Francesco Chiabaudi e affiancato da frate Lorenzo Butini. Il processo dura circa tre mesi, durante i quali le donne sono interrogate, torturate e costrette a rinnegare la fede cristiana, accusarsi reciprocamente e confessare crimini mai commessi. Gli atti processuali, giunti integri fino ai giorni nostri e conservati presso l’Archivio di Stato di Torino, riportano 55 capi d’accusa: eresia, patti col demonio, partecipazione a sabba notturni, malefici agricoli e infanticidi mediante unguenti e polveri magiche, concludendo ogni accusa con la formula “Et hoc verum, notorium, et manifestum ac publica vox et fama!” (E ciò risulta esser vero, notorio e manifesto, come dimostrano la fama e voce pubblica).
Margarota Braya riesce a fuggire durante le torture; Bonaveria Viglone comparirà in un processo successivo. Fiaccate dai tormenti, Antonia e Francesca confessano e vengono dichiarate colpevoli di eresia dall’inquisitore, che le consegna al braccio secolare. Il tribunale civile condanna le due donne alla morte sul rogo: il 7 novembre 1474, in località Prà Quazoglio, nei pressi del torrente Malone, Antonia De Alberto e Francesca Viglone vengono arse vive, con confisca dei beni e demolizione delle abitazioni.
Nel 2020 è stato depositato presso la Camera di Commercio di Torino il marchio “Le Masche di Levone”, riconoscimento ufficiale del valore storico e simbolico della vicenda, mentre dal 2023 il 7 novembre si celebra la “Giornata delle Masche”, all’interno della manifestazione “I giorni delle Masche”, patrocinata dalla Regione Piemonte e dalla Città Metropolitana di Torino, con rievocazioni storiche, mercati medievali e spettacoli teatrali. Il processo di Levone racconta come la paura collettiva possa trasformarsi in verità giudiziaria e come quattro donne siano diventate il volto di un’epoca che bruciava ciò che non comprendeva.


















